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il mio sterno è migrato in venezuela fino a data da determinarsi. "Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano."
Samuel Beckett "Waiting for Godot"
"Ma se nessuno qui dentro fosse davvero normale? In fondo cosa vuol dire normale?"
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Chi non muore si rivede

....a meno che...nel frattempo...non diventi l'uomo invisibile...
9月20日

I soldi del comune e l'antifascismo

Ho deciso di pubblicare questo volantino, distribuito mercoledì 19 settembre al
consiglio regionale durante l’iniziativa del consigliere Bepo Storti, arrivatomi per e-mail.
Vi prego leggetelo e chiedetevi se si possono spendere 40000 euro x cancellare la memortia antifascista della nostra città



MURI PULITI POPOLO MUTO
La memoria non si cancella


La cancellazione dei murales sulla Darsena è stato un gesto compiuto con
una notevole disinvoltura dalla giunta Moratti che, senza vergogna, ha
ordinato agli uomini dell’AMSA d’imbiancare quel muro. Il momento è
stato
scelto utilizzando come pretesto i lavori di ristrutturazione del ponte
della Darsena che in agosto aveva avuto un cedimento destando non pochi
imbarazzi ai governanti di questa città. All’interno dei lavori,
cominciati velocemente, sono stati investiti 40.000 euro per cancellare i
murales dipinti il 29 marzo 2003, la settimana successiva ai funerali di
Davide Cesare, Dax. Una cifra esorbitante che poteva essere più
saggiamente utilizzata per lavori di ristrutturazione di cui molti
quartieri periferici e popolari hanno bisogno, ma che evidentemente
possono aspettare.

La cancellazione ha rappresentato non solo uno sfregio alla persona di
Davide, ai suoi compagni, amici e famigliari, ma un attacco alla memoria
collettiva degli antifascisti e delle antifasciste di questa città. Nell
dibattito seguito alla cancellazione abbiamo sentito esponenti della
destra rievocare quella notte del 2003 parlando di “rissa tra balordi”,
false ricostruzioni nel tentativo di spoliticizzare quello che è avvenuto.
Continueremo sempre a ribadire la nostra verità su cosa è accaduto la
notte del 16 marzo 2003, sull’omicidio da parte di fascisti di Davide e
sui feroci pestaggi della polizia e dei carabinieri all’interno del pronto
soccorso dell’ospedale San Paolo, per i quali è ancora in corso il
processo.

Il riemergere dello squadrismo fascista nell’indifferenza e nella
complicità è oramai una realtà in Italia: uno stillicidio di aggressioni
e
di attacchi che vanno da Milano passando per Melzo dove qualche mese fa è
stato accoltellato al ventre e al viso un ragazzo di 19 anni, arrivando
fino a Roma che, oltre ai fatti eclatanti di Villa Ada, ha visto
nell’agosto del 2006 l’omicidio di Renato Biagetti.

Un attacco alla memoria che vogliamo respingere, per questo, ispirandoci
anche al gesto che Bebo Storti ha compiuto oggi, stamperemo centinaia di
poster e migliaia di cartoline per conservare e diffondere il ricordo dei
murales. Infatti la memoria è un ingranaggio collettivo che deve essere
mantenuta viva quotidianamente.

Soprattutto è nostra intenzione rifare il murales in Darsena, ancora più
bello e ancora più grande, dedicandolo non solo a Dax, ma anche a Renato,
ucciso nell’agosto del 2006 a Roma dai fascisti e a Rumesh, un ragazzo di
Como restato invalido dopo che un vigile della “squadretta” anti-writers
gli ha sparato addosso. Ecco cosa producono le politiche contro i
graffittari, una “guerra” intrapresa negli ultimi tempi anche dalla
giunta di Milano.
Una dedica speciale andrà poi a Giovanni Pesce, il comandante Visone, che,
con la sua vita da antifascista, continua a insegnare e ad insegnarci
molte cose. Per rendere il suo ricordo vivo nelle strade della nostra
città dandogli del colore e del calore al di fuori dei freddi riti
istituzionali.

Rifaremo il murales in un’iniziativa pubblica dove non solo si
rivendicherà libertà d’espressione e di agibilità politica, ma si
metterà
in discussione il modello di città che ci vogliono imporre.
Una città troppo impegnata a ripulire le facciate e a rispondere al
bisogno indotto di sicurezza, piuttosto che affrontare le emergenze
sociali quali il degrado dei quartieri e le condizioni precarie di vita e
di lavoro.
E se, stoltamente, le autorità decideranno di cancellarlo ancora lo
rifaremo più e più volte in altri punti della città. Perché non esiste
solo la “memoria ufficiale” di chi governa, fatta di vuote ricorrenze e
di
un revisionismo storico che cerca di cancellare le radici della lotta di
liberazione per riabilitare vecchi e nuovi fascisti/fascismi.

MILANO 19 settembre 2007


I COMPAGNI E LE COMPAGNE DI DAX

Per info http://daxresiste.noblogs.org
 
9月10日

la nuova mosca

visto ke gli argomenti d attualita' nn interessano a nessuno  ne scrivero' un altro.
 
ho paura ke anke questo sara' incompleto ma l'avevo promesso.
sara' incompleto xke' il tempo passato qua nn m e' bastato e nn m e' bastato soprattutto xke' nn ho potuto x varie ragioni sfruttarlo al meglio.
Il mio carentissimo russo poi m impedisce d poter raccogliere impressioni e testimonianze dai poki moscoviti ke ho conosciuto cosa ke m scoccia nn poco xke' alla fine tornero' con molti dubbi su questo luogo.
 
La domanda ke spesso noi, gruppo di studenti italiani a Mosca, c poniamo e' la seguente: ke cosa pensano i russi del loro passato?
come si rapportano con i simboli ke lo rappresentano e ke sono ancora intatti e presenti nella vita publica collettiva inseriti in un contesto assolutamente capitalista?
A mio parere i russi hanno una concezione del comunismo (quello specificatamente sovietico) ke e' tutta loro e ke forse a casa nostra non sarebbe mai compresa.
Tutti i simboli ke fanno riferimento all'epoca staliniana sono in gran parte stati cancellati anke se rimangono alcune raffigurazioni del dittatore in alcune fermate del metro spesso confuse con altre simbologie e significati mentre quelle ke si riferiscono all'epoca post staliniana addirittura non esistono.
La figura ke la fa da padrone e' Lenin.
Piazze, biblioteche, intere linee del metro e punti di vista panoramici portano il suo nome e statue ke lo rappresentano in varii contesti sono sparse un po' ovunque.
Un altro simbolo del comunismo ke nn si vuole assolutamente dimenticare e' quello dell'Armata Rossa.
La memoria della Resistenza e della lotta diretta contro l'invasore nazista e' radicatissima e nn vuole passare di moda nemmeno nel 2007.
Infine Marx ed Engels con le loro frasi storike sono ancora al loro posto in tutta la loro imponenza.
Esaminando attentamente questi dati palesi,  ci si rende conto ke i russi stessi si sono trovati nel 1989 a dover improvvisamente giudicare qlcs d enorme, ke ha avuto una portata storica decisiva e ke ha profondamente segnato la loro terra e la loro popolazione.
1 prima ipotesi in realta' un po' affrettata ma nn priva d fondamento potrebbe essere quella ke vuole i russi ancora incapaci di giudicare il loro passato e d darne quindi una valutazione definitiva.
Altre ipotesi nascono se s cerca d mettersi nei panni dei russi.
esaminiamo cio' ke e' rimasto del comunismo: del comunismo ideologico e' rimasto tutto: teorici e fondatori nn sembrano aver perso la loro dignita' nella memoria civile.
Lo sforzo e la partecipazione popolare. Non e' successo come in Germania ke quelli ke avevano fatto parte delle milizie del furer han cercato poi d rinnegare il loro passato, al contrario l'Armata Rossa e il movimento partigiano sono ancora visti come qlcs x cui il popolo ha dato la vita, qlcs del popolo ke ha difeso il popolo.
Ma va fatta una differenza mentre all'Armata Rossa s porta un solenne rispetto il KGB e i servizi ke hanno agito contro la stessa popolazione sono dimenticati.
I russi fanno meno fatica d noi a distinguere i mostri dai sognatori.
Probabilmente la memoria d quello ke era il dominio zarista qua persiste ancora e si considera quindi naturale (materialismo storico vedi statue d marx ed engels) la conseguente rivoluzione prima d febbraio e poi d'ottobre (Lenin).
Lenin ha qui la stessa fama ke ha Garibaldi da noi (anke maggiore), ovviamente con tratti peculiari assolutamente diversi: Garibali da noi ha fatto una guerra x la nazione, Lenin l'ha fatto x la liberta' di una classe sociale; tuttavia se si considera ke la stragrande maggioranza della popolazione al tempo faceva parte d quella classe sociale le proporzioni ke essa prese furono paragonabili a quelle di una guerra di liberazione nazionale europea.
Il comunismo e' ank'esso visto nei suoi 2 lati quello oppressivo rivelatosi drammatico a partire dallafine dgli anni '20 e quello ideologico.
Il simbolo della falce e martello si trova ovunque forse anke in parte x alcuni a causa d una nostalgia d una Russia forte e decisiva in quanto a decisioni sul futuro del pianeta.
Mi kiedo se c sia ancora censura sul passato dato ke il museo storico dedica una sezione pioccolissima alla fase sovietica (soprattutto se paragonata al resto).
Sono andato tuttavia a visitare un piccolo museo ke raccoglie dati e documenti sulla fase repressiva dell'URSS e, anke nelle sue piccole dimensioni, mette addosso uno  sconforto e una tristezza di quelle ke possono essere solo figlie della constatazione di trovarsi davanti alla testimonianza di un passato tremendo e davanti al quale c si sente assolutamente impotenti.
L'unica cosa ke m sembra di poter dire e ke sembra ke sia tutto in una fase d stallo in attesa ke qlcn finalmente trovi il coraggio d dare giudizi definitivi.
ma forse bisogna anke dire ke il modo (e anke in un certo senso la lucidita') in(/con) cui il popolo ke piu' ha subito le barbarie sovietike giudica il comunismo dovrebbe farci riflettere sul nostro stesso modo d valutarlo spesso troppo condizionato dalle nostre ideologie personali.
 
 
9月8日

intervento serio

ciao!!! Come promesso sono andato alla mostra sulla Cecenia solo ke la suddetta mostra non c'era piu' e al suo posto c'era un piccolo museo sulla memoria d cui parlero' piu' avanti.
Il fatto ke nn c fosse la mostra nn e' stato totalmente un male xke' m ha fatto scoprire ke uno dei miei compagni d camera s e' laureato facendo una tesi sulle donne in Cecenia e m ha potuto cmq dare un'idea d quello ke e' il conflitto Ceceno d cui io ammetto di non averne in realta' mai saputo niente tanto ke l'affermazione ke avevo fatto 2 interventi fa ke la paragonava alla rivoluzione Irlandese era un'emerita stronzata d cui un po' m vergogno consolato solo dal fatto ke nessuno m ha corretto, fattore indicativo della nostra comune ignoranza in merito.
X rimediare cerkero' d fare un sunto di quello ke sono i fatti ma, intendiamoci, le mie informazioni sono cmq poke e derivano da fonti indirette (problema a cui cerkero' d mettere una pezza una volta in Italia leggando qlcs) SE C FOSSE QLCN INFORMATO MEGLIO D ME LO PREGO D INTERVENIRE SENZA FARSI PROBLEMI IN MODO TALE DA CONVOGLIARE IL MAGGIOR NUMERO D'INFORMAZIONI E D FARCENE TUTTI UN'IDEA + KIARA (o d aiutare altri a farsene una nel caso qlcn fosse gia' un esperto in materia).
 
Per meglio comprendere i meccanismi ke hanno creato la tragedia Cecena bisogna prima d tutto sapere ke la popolazione Cecena si basa su un sistema di tribu', li accomuna la religione musulmana, spesso interpretata in modo rigido, kiuso e fondamentalista, un rifiuto totale per un potere imposto dall'alto da parte di autorita' esterne al loro mondo ed un profondo spirito guerriero risalente alla loro antica tradizione d guerrieri caucasici fermamente intenzionati a combattere fino all'ultimo per la loro indipendenza.
La donna e' considerata un oggetto tanto piu' se disonorata, in quel caso e' rifiutata da kiunque ed espulsa dalla comunita' se non torturata e uccisa.
La legge in vigore, se cosi' si puo' dire, e' ancora tutto sommato quella del taglione fiankeggiata da quella del piu' forte xke' in questo sistema tribale dai meccanismi in un certo senso mafiosi, solo il piu' forte puo' imporre la legge del taglione e farsi rispettare.
 
La Cecenia e' stato sempre un problema per la Russia fin dai tempi degli zar.
Ritenuta dal potere moscovita/pietroburghese territorio legittimo russo era in realta una grana terribile ke costringeva i governanti ad impiegare enormi quantita' d soldati x mantenerla sotto controllo.
Il territorio e' tuttavia rikkissimo d risorse naturali cosa ke lo rende oggetto delle brame dei potenti.
Dopo la seconda guerra mondiale Stalin accuso' i ceceni d aver aiutato i nazisti e deporto' quasi l'intera popolazione in Siberia.
Krushёv durante il disgelo libero' i sopravvissuti ed essi tornarono nei loro territori ke nel frattempo erano pero' stati occupati da altre popolazioni con le quali scoppiarono conflitti sanguinosi.
Alla vigilia del crollo dell'URSS fu consentito alle Repubblike non russe d separarsi dalla Russia ma non alle regioni ed essendo la Cecenia una regione, nn le fu concessa l'indipendenza cosa ke provoco' un inasprimento dei rapporti gia' storicamente tesi fra le due parti.
Poki anni piu' tardi, sotto Eltsin scoppio' la prima guerra Cecena davanti alla quale ancora una volta (dopo l'esperienza afghana) l'esercito russo si trovo' impreparato: equipaggiato con armamenti funzionali ad un conflitto globale con armi adatte ad affrontare un esercito regolare ma non la guerriglia, l'esercito russo subi' numerosissime perdite e per arrivare a conquistare la capitale dovette raderla al suolo.
Come era successo agli americani in Vietnam, i soldati russi ebbero un pesante crollo morale e tutto sommato la guerra falli' anke perke' molti giornalisti documentarono le barbarie della guerra e le difficolta' nel portarla avanti. Il dissenso dell'opinione pubblica fu diffuso e d grandi proporzioni.
Putin quando si candido' alle elezioni era un uomo praticamente sconosciuto: ex KGB era quello ke c voleva x convogliare su d lui una grande quantita' d consensi, intanto il terrorismo Ceceno sembrava diffondersi a makkia d'olio e colpire direttamente le piu' grandi citta' russe: kamikazee nei metro, bombe sotto edifici e palazzi e, recentemente, il tentato attentato nel teatro Dubrovka nel 2003, quello riuscito in parte alla scuola di bambini a Beslan e a un noto concerto rock.*
Poco prima delle elezioni, un sedicente comandante ceceno, Basaiev,invase la regione del Daghestan.
Putin promise il pugno d ferro, vinse le elezioni e diede il via alla seconda guerra Cecena.
Tuttavia le regioni attaccate e sterminate dall'esercito russo nn avevano niente a ke fare con Basaiev e lo stesso passato di questo militare come fedele servitore del KGB al tempo sovietico sono se nn altro sospette.
Nell'altra parte del fronte intanto prende sempre piu' piede una corrente dell'islamismo radicale: il Whaabismo, ke serve ai capi dei guerriglieri per far leva sui giovanissimi ed indottrinarli sulla Jihad e sulla lotta religiosa.
Cio' ke differenzia questa concezione da quella palestinese, ad esempio, e' il fatto ke essi considerano il suicidio un atto impuro e quindi lasciano questo ingrato compito alle donne. E' corrente l'usanza d accogliere quelle donne ke han subito violenze sessuali (e ke quindi sarebbero altrimenti condannate all'abbandono) in centri d indottrinamento religioso dove esse vengono sottoposte a veri e propri lavaggi del cervello sulla bellezza del suicidio per la causa Santa.
Anke cosi' indottrinate queste donne (usate anke x gli attentati a Mosca) spesso si rifiutavano all'ultimo d farsi esplodere e cosi' ora han trovato piu' pratico farle esplodere a distanza...
L'esercito russo compie (tenendo presente anke della prima guerra Cecena) un vero e proprio genocidio attualmente sopravvivono in Cecenia circa un milione di persone contro i cinque/sei milioni che c'erano prima degli anni '90.
I metodi utilizzati sono i piu' brutali e puntano anke all'annientamento della diglita' di una popolazione per tradizione fin troppo fiera.
La differenza con la prima guerra Cecena, oltre all'accresciuta brutalita', e' rappresentata dal gelo fatto cadere su tutti gli organi d'informazione dal governo.
Sono numerosi i casi d giornalisti scomparsi, uccisi o ridotti al silenzio per aver cercato d informare la popolazione russa su cio' ke sta accadendo nel Caucaso.
 
*Molti fra i piu' terribili attentati eseguiti a Mosca hanno cmq tuttora dinamike poco kiare, testimoni a cui viene imposto il silenzio, potenziali terroristi uccisi senza un'apparente ragione anzike' arrestati ed interrogati ed altri oscuri avvenimenti portano a constatare un qlke legame fra i servizi segreti e i terroristi.
Qlcn ipotizza ke questa guerra sia stata palesemente voluta e cercata x consolidare il potere d Putin e ke in realta' lo scontro sia provocato silenziosamente dagli alti poteri russi.
La stessa figura di Basaiev fotografato da un giornalista francese a pranzo con alti dirigenti dei servizi segreti fa per lo meno riflettere...
 
X ora puo' bastare v prego leggete e riflettete e possibilmente aiutatemi ad avere una visione piu' completa sull'argomento!
 
ciao!
9月3日

mosca citta' aperta?

M ero promesso interventi prevalentemente storici ma visto ke i dati raccolti qui sono ancora per lo piu' insufficienti, x ora m limitero' alla contemporaneita'.
il week end appena trascorso si e' festeggiato il compleanno della citta' d Mosca ke, x ki non lo sapesse, nn e' molto recente, non ha una storia come Roma o Atene o Alessandria d'Egitto ma i suoi 860 anni appena compiuti ne fanno una delle capitali europee piu' giovani.
Per tutto il centro moscovita sono stati allestiti palki per concerti e varie attrazioni avrebbero trasformato questo fine settimana in una due-giorni veramente speciale se non fosse stato per un dettaglio tutt'altro che rilevante ke ha rovinato nell'insieme l'intera atmosfera.
La paura, la grande paura per il terrorismo.
Non quello globale nemico degli USA ma un terrorismo molto piu' localizzato e con una storia obiettivamente molto piu' lunga e articolata: quello ceceno.
Era davvero impressionente la quantita' di mezzi predisposti per difendere il centro citta' da possibili attacchi. Non avevo mai visto tanti uomini e mezzi militari insieme: lati di intere vie erano riempiti con mezzi d trasporto militari che avranno portato nella capitale russa sicuramente decine di migliaia d uomini.
L'area da controllare era enorme, diverse stazioni della metro sono state chiuse e bloccate per tutta la durata della manifestazione, le zone calde, nelle quali la maggior parte della popolazione avrebbe dovuto affluire erano interamente circondate da barriere di metallo e da militari sull'attenti ogni 5/10 metri.
Per entrare in questo enorme cordone bisognava fare delle file a volte alquanto caotiche e passare attraverso dei metal detektor anke piu' di una volta (era questo il caso della parte davanti al Cremlino e per entrare nella Lubianca, un'importante piazza dove v e' anke l'ex sede del KGB tuttora sede degli attuali servizi segreti russi).
Per il controllo d quest'enorme zona erano mobilitati polizia, esercito e persino volontari di viglilanza!
L'impressione ke ne derivava era quella di una situazione in cui s respirava un'aria d inquietudine molto forte tanto ke a mio parere, nonostante la grandiosita' della manifestazione in se, i partecipanti civili sono stati relativamente poki.
La questione cecena e' qlcs d oscuro qui, tanto ke una mostra ke doveva informare sulle violazioni alla dignita' dell'uomo e ai diritti umani perpetrate dall'esercito russo in quella zona, ke forse domani andro' a vedere, ha fatto una grande fatica ad ottenere un posto in cui essere allestita qui a Mosca ed e' cmq tenuta "nascosta".
La vicenda cecena ricorda un po', x alcune delle sue dinamike la lotta di liberazione irlandese nei confronti dell'Inghilterra (cmq v diro' di piu' dopo essere andato al museo).
La questione della liberta' d espressione e' molto delicata qui in Russia; oltre ai casi d rilievo internazionale finiti recentemente anke sui nostri giornali, sono state kiuse, negli ultimi tempi, alcune case editrici e alcune testate giornalistike.
E' strano vedere come sulle matrioske vendute sulle bancarelle in giro x mosca, Putin sia rappresentato come un uomo in nero su sfondo nero...l'immaginazione popolare lo vuole dipingere come un personaggio oscuro...ed effettivamente pare barcamenarsi fra una fragile democrazia ed un potere statale ke e' una forza molto piu' imponente della semplice burocrazia e ke e' pronta a mostrare ogni giorno i suoi muscoli impersonificata dagli uomini della sua milizia.
E d'altra parte bisogna considerare ke la Russia ha in una delle sue remote regioni una guerra civile vera e propria in casa, d cui s parla sempre pokissimo ma ke continua cmq a durare seppur a fasi alterne.
Il fatto e' ke la Russia e' talmente grande ke questa guerra e' sentita come qlcs d molto lontano, quasi come gli americani sentono la guerra in Iraq.
 
Diciamo...fine prima parte xke' se riusciro' ad andare alla mostra ne scrivero' una seconda entrando magari un po' piu' nello specifico dei fatti.
8月27日

da mosca!

eccomi qui!
forse e' destino ke questo blog debba essere prevalentemente diario di viaggio...beh, se questo e' il suo destino.... e sia!
sono a Mosca e staro' qui x 3 settimane: l'obiettivo sarebbe imparare qlcs in + d russo (xke' dico qlcs in piu' come se c fosse qlcs sapessi gia'????)
beh le lezioni nn sono ancora iniziate e quindi ho girato un po' questa enorme citta'...Nn e' facile descrivere qlcs ke un tempo aveva una configurazione decisa ed una funzione comunque prestabilita e ke adesso si sta sforzando, con evidenti difficolta', di reinventarsi radicalmente, di abbandonare qlcs ke le e' crollato addosso e d accettare qlcs ke un tempo (nemmeno troppo remoto) era considerato estraneo, sbagliato. 
Accanto ai mac donald's e ai negozi di versace sono ancora evidenti sulle pareti in pietra degli edifici piu' importanti i simboli del comunismo, quel comunismo ke qui e' stato una breve ed intensissima speranza e ke poi s e' trasformato in una delle piu' atroci tragedie del 900.
Per chi mi conosce sa ke x me sara' difficile parlare d questo argomento perke' tante cose mi trattengono allo stesso tempo spingendomi poi in diverse direzioni, eppure nn m tirero' indietro ma cerkero' d essere il piu' obiettivo possibile senza perdere la mia soggettivita'.
Voglio cercare di ripercorrere vivendo qui un pezzo di storia decisamene controverso, ma nn voglio parlare di storia tralasciando la vita reale: quella ke e' stata e quella ke ancora e' e, perke' no, quella ke vedo.
Ma prima d iniziare dovro' prima pormi tante domande e confrontarmi con tanti ossimori: il mausoleo di Lenin e dall'altra parte della piazza un elegantissimo centro commerciale, il nuovo conflitto freddo in fasce tra U.S.A. e Russia, questa volta entrambe capitaliste, la perestroica e le periferie ke m circondano ke hanno mantenuto tutta la struttura fredda dell'urbanistica sovietica, anke in quelle zone costruite dopo il crollo del muro....l'apertura incondizionata alle banke, al mercato globale, alla libera competizione commerciale e...i garofani rossi, freschi ogni giorno, sui monumenti in memoria delle citta' della resistenza....60 milioni d morti nei gulag, torture, deportazioni, guerre, soprusi disumani, imposizione totale e senza possibilita' d repliche e...e adesso? cos'e' cambiato? e in ke modo? ki e' cambiato?
c proviamo?
io c provo...nn so se saro' in grado d fare dei discorsi simili ma spero d si' e se no nn vogliatemene...io c provo ora m stan cacciando...ciaoo e a presto!
 
7月17日

appello V33

Ciao! è tanto ke non scrivo e sinceramente ora non voglio nemmeno scrivere ma lasciare qui in visione a tutti l'appello lanciato dallo studentato autogestito di via Volturno.
Breve briefing x ki non sapesse cos'è: il V33 è una palazzina ke tre mesi fa gli studenti dell'ASSO (Assemblea Studenti Statale Occupata) hanno occupato x lottare contro la difficoltà degli studenti d trovare alloggi a Milano a prezzi accettabili, contro la speculazione edilizia e contro le politike del comune ke fanno sì ke 30000 alloggi, siano lasciati vuoti inspiegabilmente x anni!
La stessa palazzina occupata (7 piani + auditorium da 500 pers) è d proprietà della Pirelli R.E. ma era lasciata vuota e abbandonata a se stessa da 3 anni x farne lievitare il prezzo vendendola e ricomprandola da e ad una società fittizia sempre gestita da Pirelli.
Tutto questo mentre a un qualsiasi studente, x un alloggio skifoso a Milano, magari da condividere con altri 2/3/4 studenti vengono kiesti minimo 300 euro al mese!
L'intenzione NN è quella d creare un centro sociale ma (nonostante l'orientamento politico sia kiaro ed indiscutibile) è quella d lasciare libero spazio d autoaffermazione ad un maggior numero d realtà possibili ke a Milano nn avrebbero altro modo d esprimersi (anke il mio gruppo d teatro, x fare un es, potrebbe usufruirne liberamente.)
Tuttavia questa situazione dà molto fastidio nn tanto, a quanto pare, alla Pirelli (come tra l'altro sarebbe+logico) ma al comune d Milano xkè in quella stessa zona il comune ha deciso di cambiare completamente l'assetto del quartiere x creare il famoso polo della città della moda, ossia grattacieli su grattacieli x scopi nn certo sociali ma d lucro x privati. Insomma la solita voglia d creare un centro città stupendo senza poi pensare allo squallore e al vero degrado delle periferie!
Ma perchè il V33 dà fastidio al comune? perkè è in un posto dove devono essere costruiti i grattacieli? No!!! semplicemente xkè secondo il comune una struttura come quella, in un ambito come quello ke loro progettano è DEGRADANTE, NN è MORALMENTE ED ESTETICAMENTE  ACCETTABILE. UN LUOGO D CONTROCULTURA NN PUò E NN DEVE CONVIVERE CON LA CITTà DELLA MODA, DEL FUTURO...DELL'IPOCRISIA.
 
Vi kiedo d leggere e di diffondere il loro comunicato è una rikiesta d'aiuto urlata alla città, nn fatela cadere nel vuoto ma fate sì ke + pers possibile sappiano.
Dipende tutto anke un po' da voi
 
 

Lettera aperta alla città di Milano, alle compagne e ai compagni, a quanti sono solidali e non si rassegnano a vivere in una citta grigia, blindata e opprimente. Per conoscenza, ai media ufficiali, alle istituzioni, alle lobby e ai cani da guardia di questo ordine che ci vuole sovrastare.

 

Siamo i ragazzi e le ragazze che da quasi tre mesi hanno occupato lo stabile di via Volturno 33, portando un pò di vita in questa città che puzza di morte e di cemento. Siamo studenti e lavoratori non addomesticati e non abbiamo nessuna intenzione di rassegnarci, non mettiamo nemmeno in conto di arrenderci. Abbiamo dei progetti chiari e determinazione da vendere e non abbiamo nessuna intenzione di lasciarci intimidire dalle minacce di sgombero.

Abbiamo sottratto uno stabile alla speculazione e l'abbiamo riempito di sogni, di idee e contenuti e continueremo a farlo qui e altrove, consapevoli che i problemi e le contraddizioni che solleviamo non possono che dare fastidio ai cinici amministratori di quel cantiere a cielo aperto che è la città di Milano.

 

Rivolgiamo un appello pubblico, con la speranza di riuscire a superare l'autoreferenzialità e le identità particolari. Siamo convinti che la difesa degli spazi sociali non sia un problema che riguarda solo noi, ma  un problema di tutti. Non a caso a Milano tutti gli spazi di socialità non mercificata vengono progressivamente chiusi e persino le piazze di ritrovo rappresentano un problema di ordine pubblico. Un esempio è il transennamento delle colonne di San Lorenzo o il proliferare del numero di telecamere in tutta la città: il trionfo della fobia securitaria.

 

La musica è sempre la stessa...vi sono degli evidenti disagi sociali reali: la mancanza di alloggi, di spazi, il caro vita, la precarietà, il razzismo dilagante, la miseria culturale propinata ovunque dai media, la speculazione e il business che sconvolgono vite e quartieri...

 

L'unica risposta di chi è al potere è quella di criminalizzare, ovvero di snaturare questi problemi e ridurli a questioni di ordine pubblico, di legalità o illegalità.

COME SE LEGALE E LEGITTIMO FOSSERO SINONIMI...

E' illegale ad esempio che alcune famiglie occupino case magari vuote da anni per avere un tetto sulla testa, mentre è legale lasciare vuote le attuali 30000 case di proprietà pubblica, ignorando l'emergenza abitativa dilagante... così come andare in un parco o in una piazza a bere una birra o fumare una canna è illegale e va represso e controllato, al contrario spendere miliardi di euro in telecamere, auto blu o armi da guerra ad alta tecnologia non solo è legale, ma rappresenta la normalità.

 

Ecco  in quale logica si inserisce lo sgombero di V33: un palazzo di 8 piani in perfette condizioni -con tanto di auditorium da 500 posti- viene consegnato alla speculazione per poi essere venduto e ricomprato dalla stessa lobby (Pirelli R.E.) al fine di aumentarne il valore immobiliare.

Il tutto s'inserisce in un fantomatico progetto di “riqualificazione e innovazione” del quartiere Isola, ovvero una colata di cemento che pioverà sulla testa della gente.

 

Rappresenta un problema il tentativo di autorganizzarsi e il progetto di aprire uno studentato per dare, almeno in parte, una risposta concreta ai costi insostenibili e alla mancanza di alloggi per studenti, per creare progettualità e aggregazione, per diffondere cultura critica nel quartiere e nella città.

 

La nostra risposta è resistere..  Resistere all' avanzare delle ruspe, al degrado culturale e sociale, alla violenza del business e della propaganda commerciale, non di meno alla polizia quando arriverà davanti alla nostra porta. Con tutti i mezzi necessari.

 

La nostra resistenza però non è nulla senza la solidarietà di tutti quelli che in questa città non vogliono più sentire di sgomberi che passano sotto silenzio, di progetti che muoiono o vivono di stenti in seguito alle ondate repressive.

 

E' qui che il nostro appello entra nel concreto:

abbiamo sempre detto che v33 vuol essere uno studentato autogestito, e come tale, deve essere difeso.

Siamo pronti a fare autocritica se qualcuno ci dovesse rimproverare che non abbiamo fatto abbastanza per coinvolgere, per aprirci alla città. Vorremmo che vi fosse da parte di tutti quelli che ci hanno conosciuto o ci conosceranno, di quanti hanno fatto un pezzo di strada insieme a noi, un' assunzione di responsabilità collettiva nella difesa politica e fisica di questo spazio, poiché la vita e l'agibilità dello stesso dipendono direttamente dalla continuità dei progetti che si realizzano e dalla capacità di rilanciare le lotte e sollevare istanze collettive.

 

Vorremmo che tutti, singoli individui o gruppi organizzati, ognuno con i propri mezzi (uno spettacolo teatrale o una barricata, questo sta a voi!) partecipassero alla difesa di quello che potrebbe essere un luogo fisico e mentale dove rilanciare delle vertenze forti a livello cittadino.

In concreto chiediamo a tutti di partecipare alla costruzione delle iniziative, di essere presenti il giorno dello sgombero sia fuori dallo stabile, che in tutta la città, di portare dentro le mura di Volturno 33 quella solidarietà concreta che sarà la miccia della nostra resistenza. Il nostro obiettivo è quello di rompere l'assedio, di sfatare il mito per cui lo sgombero coincide con la morte di uno spazio e troppo spesso con la morte dei progetti e della collettività che lo animano.

Noi resisteremo, con le barricate, con la lotta, con le azioni politiche, ma sopratutto con la forza delle nostre idee e con la nostra determinazione. Non siamo sicuri di farcela da soli, perciò chiediamo a tutti di prendere parola e agire. Infatti la forza dei nostri nemici è la nostra rassegnazione, la nostra passiva accettazione dell'esistente.   

 

Per questo rivolgiamo un appello speciale a coloro che lavorano e vivono nel mondo della cultura e dello spettacolo. Attori, comici, teatranti e artisti: molti tra voi non accettano la censura ufficiale, sappiamo che, nonostante la fama di cui godete, non rinunciate a dire la vostra anche se spesso è scomoda, che come o meglio di noi usate l'arte e la cultura come forma di lotta e di critica sociale, che siete sensibili a molte delle    tematiche che noi solleviamo. Chiediamo anche a voi di mettervi in gioco con coraggio per difendere un luogo e delle idee che migliorerebbero questa città. Siamo consci della grande influenza che avete sulle persone e riconosciamo il valore del vostro lavoro. Speriamo di vedervi presto nella nostra sala Gramsci e che accogliate il nostro appello.

 

C'è un'altra comunicazione che non possiamo non fare: alla Pirelli R.E., alla Hines spa, a Catella&company, alla Moratti, a De Corato, ai signori che, a spese della gente, siedono comodamente nei palazzi delle istituzioni, ai giornalisti asserviti e non ultimi ai servi tutori dell'ordine: ci volete sgomberare? Non pensate di godervi le vacanze e dormire sonni tranquilli!!!

V33 RESISTE

seeyouonthebarricades

 

“Io e il mio illustre cugino Deandrade, eravamo gli unici cittadini liberi

 di questa famosa città civile

 perchè avevamo un cannone nel cortile.”

Fabrizio DeAndrè

 

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2月19日

Eravamo circa 200000...questo era il numero che sky aveva diffuso prima d ridimensionarsi...kissà perchè...
Eravamo circa 200000 ma avremmo potuto essere molti di più se i dieci giorni prima di questa manifestazione cruciale i mass media e quasi tutte le alte carike goverenative e di informazione non avessero fatto un vergognoso terrorismo psicologico di massa per spaventare le persone ed indurle a rimanere a casa!
Io avrei dovuto andare con una decina di persone a Vicenza...CI SONO ANDATO DA SOLO!...ke vergogna...
Per fortuna qualcuno ke sa ancora distinguere un'abile mossa politica dalla realtà, che ha il coraggio di portare avanti un'idea anke se c'è una minima possibilità di trovarsi in una posizione un po' scomoda (non dico pericolosa dico scomoda!) c'è ancora...Il mio amico Luca ed la mitica coppia Lusev-Verena!...
E gli altri dov'erano?...Non parlo di coloro che magari avrebbero avuto un importante esamone il lunedì stesso (la scuola sempre prima di tutto sono il primo a sostenerlo!) parlo di coloro ke avevano preso una posizione decisa e poi, appoggiandosi a scuse un po' incomprensibili, se ne sono cortesemente tirati fuori.
Forse faccio un errore a dire così quello ke penso ma quelli ke davvero mi conoscono sanno ke io preferisco sempre dire le cose come stanno: spero ke anke coloro ke si sentiranno toccati dalle mie parole avranno poi il buon senso di riflettere; può darsi ke mi sbagli, ma non vedo alcuna ragione per cui io non debba scrivere queste cose.
Perchè vi siete lasciati così influenzare? Anke se davvero ci fosse stato qlke pericolo, non pensate ke proprio per questo la vostra presenza era necessaria? Per affogare la presenza d eventuali (ED INESISTENTI!) facinorosi in una marea di persone convinte e decise nella loro presa di posizione? Era davvero così poco importante per voi il vostro pensiero, il vostro ragionamento, la vostra idea per subordinarla alle evidenti stronzate ke in questi giorni i telegiornali c hanno propinato?
Io sabato ero preso fra due sentimenti contrapposti ke m tiravano continuamente su e giù tra l'idéal del momento della nostra (seppur fragile) vittoria e lo spleen derivante dal fatto ke se tutti avessero avuto davvero il coraggio di esprimere le proprie idee in questo stato (ke fatte le dovute considerazioni ormai non m sembra più democratico), a Vicenza saremmo stati senza dubbio alcuno più di 500000 cosa ke avrebbe avuto ben altro peso politico.
Era come se accanto a noi sfilasse un corteo fantasma fatto di annoiati, di "in fondo ke io ci vada o no le cose non cambiano" e di "preferisco stare a casa a farmi i fatti miei piuttosto ke andare a dire quello ke penso...tanto più ke i giornali dicono ke c'è il riskio ke mi prenda qlke manganellata."
Lo stato ha dato ad intendere ke la partita era già persa in partenza e poi si è assicurato seminando il panico con tutti i mezzi a sua disposizione... Ki non è venuto ha lasciato ke la partita fosse vinta a tavolino, non ha ritenuto necessario provare almeno a fare il gol della bandiera.
Il problema è ke qui non si giocava una partita di calcio ma un "match" la cui posta in palio era la salute di migliaia di persone, la difesa della giustizia, quella dei soldi dello stato (quindi anke vostri!) e, non ultima, la possibilità di skierarsi contro uno status quo ke vede il mondo reggersi su uno spietato imperialismo ke fonda la sopravvivenza di questo pianeta e di questo stile di vita sulla guerra, sulla violenza e sulla sopraffazione del più debole.
Ecco ke cosa vi siete persi.
Kissà ke rabbia vi siete presi quando avete scoperto ke le fonti d'informazione, alle quali avevate affidato la vostra scelta di partecipare o no alla manifestazione, vi avevano presi per il culo...almeno...io spero ke vi siate arrabbiati per aver delegato il vostro diritto di espressione a dei meskini bugiardi...sarebbe già qualcosa.
Spero ke vi siate anke arrabbiati perkè poi, dopo aver dedicato più di una settimana alla distruzione psicologica di quella manifestazione, gli stessi mass media hanno riportato nei loro servizi soltanto notizie prive d spessore e dense soltanto di un malcelato rammarico per non aver potuto parlare per mesi delle violenze (e magari dei morti!!!) ke avevano tanto profetizzato. 
Spero ke vi siate arrabbiati perkè qualke sparuto ubriaco ha fatto più notizia del discorso di un premio nobel, Dario Fo, che in barba ai suoi 81 anni si è skierato senza se e senza ma al fianco del popolo di Vicenza e ha cantato, ha gridato e si è incazzato senza paura alcuna sicuramente più di voi ke siete giovani e vigorosi!
Spero ke siate verdi dalla bile perkè almeno questo sarebbe qlcs di positivo!!!
Poi ci sono anke quelli ke non hanno scelto xkè la cosa non li toccava, perkè non si sono presi nemmeno mezz'oretta di tempo per informsarsi e quindi si scusano dicendo "io nn ne so niente non voglio skierarmi", quelli ke ormai si sentono arrivati all'età della ragione in cui per più alte ragioni bisogna accettare tutto (basta ke questo tutto nn tokki i loro interessi direttamente!).
Se fossi abbastanza cattivo potrei augurare loro di trovarsi un giorno nella stessa situazione in cui si trovano adesso i vicentini ma visto ke a molti di loro voglio davvero tantissimo bene non ho nessuna intenzione di augurar loro un giorno d avere un'elevatissima possibilità di beccarsi un tumore o quella di mettere al mondo figli con la leucemia no, non lo farei mai lo giuro!
Quello ke faccio è però invitarli con tutta la forza ke possiedo ad informarsi, a prendersi di nuovo a cuore "le cause del diavolo", anke a quelle già perse. Perkè alcuni di voi lo sanno ke alla fine sono queste le unike ke restituiscono un po' d dignità alla persona intesa come parte comune dell'"anima dell'umanità" (ovviamente respingo per questa definizione ogni interpretazione religiosa!).
 
E termino qui il mio sfogo, anke se potrebbe andare ancora molto avanti, invitando tutti a prendere in considerazione sul serio gli spunti volontariamente provocatorii del mio intervento non come un'offesa personale (xkè nn m interessa offendere nessuno se no l'avrei fatto direttamente e senza mezzi termini) ma come una scossa, una spinta a risvegliarsi dal torpore dell'indecisione e dal limbo del nostro piccolo mondo.
 
Ciao a tutti! 
 
 
Io....  
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